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Gaza City, (AdnKronos/Aki)

Si registra una vera e propria fuga di cervelli dalla Striscia di Gaza, dove oltre la metà di quelli che hanno lasciato l'enclave palestinese negli ultimi mesi ha scelto di non tornare. Si tratta soprattutto di giovani palestinesi istruiti. Parlando di numeri, sono circa 36mila i palestinesi che hanno lasciato la Striscia di Gaza tra il maggio e il settembre del 2018, nei primi quattro mesi dall'apertura permanente del valico di Rafah che collega l'enclave palestinese alla Penisola del Sinai. Di questi, solo 17mila sono rientrati. Lasciare Gaza è costoso, soprattutto considerate le precarie condizioni economiche dei palestinesi che vi vivono, come scrive il sito del quotidiano Ynet. Alta la richiesta di poter uscire dall'enclave, lunga la lista di attesa.

Ogni giorno diverse decine di persone, ma anche centinaia, lasciato la Striscia di Gaza, a seconda della quota stabilita dalle autorità egiziane. Chi vuole ridurre i tempi di attesa per emigrare deve pagare per essere inserito in una lista speciale, gestita da una ditta privata di Gaza che lavora con i funzionari egiziani. Un posto nella lista speciale costa mille e cinquecento dollari, una vera fortuna per un abitante di Gaza, dove il tasso di disoccupazione è al 53 per cento e la media dello stipendio giornaliero è di 16,85 dollari. La prima tappa della maggior parte degli emigranti da Gaza è di solito il Cairo. Da qui si spostano verso il Nord Africa e poi l'Europa, raggiunta illegalmente via mare, o verso la Turchia e la Grecia, e da qui nell'Europa occidentale o gli Stati Uniti.