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La Confederazione generale italiana del lavoro ha solide radici nelle tradizioni del movimento operaio italiano. Inoltre, la gloriosa esperienza antifascista, le lotte per la Liberazione e le pratiche e le idee del movimento politico comunista italiano hanno determinato scelte ed indirizzi strategici, fino alla stessa attuale configurazione della più importante organizzazione sindacale europea.

Questo variegato e ricco patrimonio di idee si è generato insieme alle lotte per l’emancipazione del mondo del lavoro, con il fine di trasformare il nostro Paese, per la difesa della Democrazia e della Pace, lungo il solco tracciato dall’azione di milioni di donne e uomini che hanno lottato con fierezza e passione in più di cento anni.

Siamo stati convinti assertori di un’Europa unita, forte e attentamente convinta della pace tra i popoli e restiamo quindi del tutto sgomenti rispetto alla recente decisione del Parlamento europeo che ha deliberato l’equiparazione tra nazismo e comunismo, confondendo, con gravissima colpa, una delle più feroci dittature della storia umana, con l’esperienza, inequivocabilmente fondamentale per la stessa creazione delle attuali democrazie europee.

Le vittime comuniste, non solo sovietiche, che abbiamo contato in tanti decenni della storia del nostro Continente, hanno lasciato un messaggio chiaro e forte a tutte le generazioni seguenti al grande conflitto mondiale.

L’esperienza delle lotte partigiane, che ogni anno fieramente ricordiamo, sono nello stesso solco storico del movimento politico comunista che non ha avuto unici confini geografici.

In Europa e nel Mondo il Comunismo ha fornito non soltanto un contributo ideologico e politico atto a riscattare la condizioni di milioni di poveri e sfruttati.

In ogni esperienza storica di riscatto e per la difesa della Democrazia i comunisti sono stati a fianco delle popolazioni ed hanno quasi sempre guidato i popoli verso un futuro di Democrazia e benessere.

Per questo pensiamo che ogni sincero democratico, convinto assertore della nostra forma costituzionale di Governo repubblicano, antifascista e pacifista, debba denunciare quale inaccettabile la recente decisione del Parlamento europeo e anche la Cgil deve prendere distanza, per rispetto delle proprie tradizioni da quanti tra i politici, anche italiani, hanno preferito assecondare una richiesta che mescola la giusta decisione di combattere le dittature, con operazioni di revisionismo storico che mescolano carnefici e vittime.

Adriano Sgrò, Coordinatore nazionale 'Democrazia e Lavoro'

24 settembre 2019