Blue Flower

manifesto assemblea nazionale SLC CGIL 2018

 

Nella notte fra il 4 e il 5 aprile 2018 il Supremo Tribunale Federale/STF con una maggioranza di sei a cinque per il voto determinate della presidente in esercizio ministra Carmen Lucia ha negato all’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva il diritto costituzionale( art. 5, comma57) di presunta innocenza e quindi di habeas corpus prima della sentenza penale condannatoria in tutti i livelli giudiziari. Lula infatti è stato condannato, senza prove, in seconda istanza e ha ancora diritto di appellarsi a ulteriori livelli giudiziari. Si tratta di una sentenza ad personam, una giustizia di eccezione. Il STF nel prossimo futuro intende esprimersi sulla questione generale dell’habeas corpus durante l ’iter processuale penale.

Come prima informazione si traduce il comunicato della Commissione esecutiva del PT/ Partito dei lavoratori. T.I.

BOZZA in aggiornamento

QUALI PROPOSTE DEVE AVANZARE LA CGIL

PER RISPONDERE EFFICACEMENTE AD UN MONDO

IN PROFONDA E RAPIDA TRASFORMAZIONE?

 

Nicola Nicolosi - Componente CD Cgil Nazionale

 

Nell’ormai imminente scadenza congressuale, la Cgil, dovrà affrontare scelte strategiche molto difficili e di portata straordinaria. Ha voltato pagina rispetto al recente passato nella sua proposta politica, nell’ingresso in segreteria di nuovi dirigenti e nell’emancipazione dal rapporto di dipendenza dalla “ditta”, il Pd, che ormai ha cambiato la sua ragione sociale, raccogliendo voti solo dalle classi agiate e allineandosi al campo neoliberista del ricostituito Direttorio Merkel-Macron.

Il nostro orizzonte va allargato alla dimensione europea e mondiale, che è sempre più vincolante per il nostro futuro. Il pensiero unico della globalizzazione concorrenziale finanziaria neoliberista sta moltiplicando le emergenze sociali ed ambientali portandoci verso un “caos sistemico”, caratterizzato dall’impoverimento delle condizioni di vita, dal collasso ambientale e da una terza guerra mondiale strisciante, già in atto, per l’egemonia, che vede una tendenza al riarmo anche nucleare.

Emerge sempre più lo squilibrio crescente fra la dimensione planetaria dei problemi e quella inadeguata degli stati, incapaci di rispondervi, dominati dalle regole della concorrenza oligopolistica della finanza globale, che spiana la via alla svolta autoritaria d’una “postdemocrazia” che concentra sempre più il potere in istanze tecnocratiche sovranazionali (come la Troika), sottratte a qualsiasi controllo elettivo. L’oligarchia regnante, costituita da un gruppo estremamente esiguo di grandi imprese oligopolistiche, grandi banche mondiali e piattaforme digitali che praticano il “dumping” lavorativo e fiscale su scala globale, impone i propri obiettivi di profitto privato agli stati con devastanti politiche di austerità e il ricatto di attacchi speculativi con una sorta di polizia neoliberista (la “disciplina di mercato”).

Ne è derivato un enorme trasferimento di ricchezza dal profitto alla rendita finanziaria fittizia che ha preso il posto della produzione reale, saltando il lavoro e aumentando enormemente le diseguaglianze fra individui e territori, con un impatto recessivo, sgretolando le classi medie, impoverendo il lavoro e polarizzando la società, eliminando l’ascensore sociale e favorendo la crescita di populismi radicali.

 

"Il lavoro È", la traccia di discussione per le Assemblee Generali

 

IL LAVORO è FINALE

 

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Iniziativa per evidenziare divario di genere nei salari

 

I lettori del quotidiano francese Liberation oggi pagano il 25 per cento in più delle lettrici per la loro coppia in edicola, iniziativa dell'8 marzo che vuole sottolineare la discrepanza di genere nei salari. Liberation ha mandato in stampa due versioni, con diverse prime pagine: su una campeggia la scritta "Per gli uomini 2 euro e 50", a fianco di una sagoma maschile, mentre su quella "per donne" figurano i soliti due euro e la silouhette di una donna. Una nota sempre in prima pagina sottolinea che malgrado per legge esista la parità di salario dal 1972, le donne francesi vengono pagate in media il 25,7 per cento in meno, secondo un ultimo rapporto del 2017. "Per evidenziare questa ingiustizia, Liberation ha deciso di applicare la stessa differenza di prezzo per un giorno, ovvero 50 centesimi in più per gli uomini", spiega il giornale. I proventi aggiuntivi dall'operazione verranno donati alla ong "Osservatorio per l'Eguaglianza"

Liberation