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COMUNICATO STAMPA

 

ll CARA di Mineo lungi dal costituire un modello virtuoso di accoglienza, è stato ed è tuttora un esempio negativo sulle politiche dell’accoglienza e del riconoscimento dei diritti nei confronti dei migranti.

La Cgil non ha mai condiviso le forme di reclusione e di costrizione delle persone che giungono sul nostro territorio e non ha neanche accettato la divisione tra le motivazioni per cui interi popoli migrano verso il continente europeo (Guerre, carestie, bisogni, conflitti su base di differenze religiose o di appartenenza geografica).

Il CARA di Mineo, purtroppo, in questi anni si è concretizzato quale esperienza devastante, per i migranti e per il territorio, di politiche clientelari nell’assunzione dei lavoratori, di corruzione diffusa nel sistema dei servizi e delle forniture, fino all’intreccio criminogeno con le mafie locali, che hanno implementato, attorno e dentro a questa struttura, vere e proprie attività criminali quali traffico di stupefacenti, prostituzione e sfruttamento schiavistico della manodopera immigrata nel lavoro agricolo.

Questa è la fotografia delle indagini, dei processi e delle prime condanne di ben tre Procure (Caltagirone, Catania, Roma).

Forte è stata la denuncia da parte dei movimenti antirazzisti e della Cgil Sicilia, che nel 2013 ha dedicato al tema uno specifico Comitato Direttivo regionale straordinario; infatti la Cgil Sicilia ha sempre contestato la politica del governo e le sue ipocrisie sul tema del CARA.

Nessun avallo deve essere dato alle politiche del passato proprio perché il recentissimo Congresso della CGIL ha avuto tra le  tematiche fondamentali quelle della lotta al razzismo e tra i contenuti ha rivendicato l'adozione di modelli d’accoglienza quali gli SPRAR, sull’esempio di Riace e di Mimmo Lucano, realmente generatori di sviluppo economico e sociale per le aree interne.

"Democrazia e Lavoro" Cgil ribadisce queste posizioni relative alla modifica radicale della politica d’accoglienza ed alla chiusura dei centri segregativi e reclusivi; la lotta per rendere centrale l’opposizione alle infami leggi razziste e xenofobe che criminalizzano l’immigrazione e la solidarietà attiva verso i fratelli migranti deve proseguire.

“Democrazia e Lavoro” Cgil auspica che venga al più presto corretta l’informazione e l’azione sindacale riguardo al sostegno dei lavoratori che sono stati impiegati nel CARA di Mineo.

La Cgil Sicilia deve sgomberare il campo dalle ambiguità, denunciare la necessità della chiusura del CARA di Mineo e rilanciare una vertenza occupazionale generalizzata sul territorio siciliano.

Non possiamo scambiare posti di lavoro con condizioni di assoluta mancanza di trasparenza e fuori anche dalle previsioni di legge in materia di appalti.

La battaglia per il lavoro non può essere scissa dalla battaglia per la legalità, per la giusta e sana accoglienza, per il rispetto dei diritti dei migranti, per la solidarietà nei confronti di chi aspira ad una nuova vita nel nostro paese e in Europa.

30 marzo 2019 

Area Programmatica "DEMOCRAZIA e LAVORO" CGIL

  

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